2.6.11

31/05/2011 Castel Ritaldi (flax) + Tuscania (chickpeas, spelt, barley, flax)

 Martedì mattina siamo partiti in compagnia di David e Tibo per un giro di ricognizione tra l'Umbria e l'alto Lazio: per prima cosa siamo passati a vedere il campo del lino a Castel Ritaldi; abbiamo trovato quello che ci aspettavamo, uno spettacolo paesaggistico, un bellissimo tappeto di fiori blu con api laboriose che raccolgono nettare. Le piogge dei giorni precedenti hanno sicuramente aiutato le piante in questa delicata fase di sviluppo. 



 Dopo questa rapida visita ci siamo diretti verso Tuscania, dove ci aspettava una sorpresa...

 il lino seminato in autunno è già pronto per essere raccolto




 




Catelluccio di Norcia

il Pian Gande

rifugio Perugia

il gregge pascola allegramente

cavalli sul Pian Grande

Castelluccio

Monte Vettore

dal centro del Pian Grande

Castelluccio e il Vettore

il Pian Grande visto da Castelluccio

campi di farro e lenticchia ai piedi del vettore

sulla cima del Vettore c'è ancora la neve

guardando verso la parte marchigiana dell'appennino

23.5.11

MAIA?

Le origini del nome sono greche, da MAIA che significa nutrice, levatrice, madre.

Secondo la mitologia greca Maia era una ninfa, la figlia di Atlante ed era la più bella delle isole Pleiadi. Fu amata da Zeus e con lui diede vita ad Ermes (Mercurio per i romani). Fu anche la nutrice di Arcade, il figlio di Zeus e della ninfa Callisto.

La leggenda narra anche che le Pleiadi, di cui Maia era la più bella, mentre stavano fuggendo dal cacciatore Orione, vennero trasformate prima in colombe e poi in stelle, immortalate in una costellazione.

A Roma questa ninfa fu identificata con una dea italica preesistente, Maiesta o Maia. Questa, secondo le leggende italiche più antiche, era la moglie di Vulcano, il dio del fuoco e annunciava l'arrivo della primavera. Da lei il nome del mese di Maius, maggio. Nella tradizione MAIA assume il significato di energia e forza creatrice, dono di vita.

20.5.11

20/05/2011 Castel Ritaldi + Avigliano Umbro

L' Umbria è l'unica regione del'Italia peninsulare che non sia bagnata dal mare. Il suo territorio offre una grande varietà di caratteri morfologici e paesaggistici attraverso il susseguirsi di vallate, catene montuose e altipiani.

Il solco, segnato in parte dalla valle del Tevere e in parte dalla Valle Umbra, divide l'appenino umbro-marchigiano da un'altra serie di rilievi che si estendono fino ai confini occidentali della regione: è questa la zona dei Monti Martani.


Stamattina siamo partiti di buon'ora per una lunga ricognizione nella zona...

La prima tappa è stata a Castel Ritaldi, presso un'azienda che ha seminato il lino, la cicerchia e il farro.





nella zone vicino alla pianura il lino (blu) comincia a fiorire tra le rapastrelle (gialle)

un'ape ne approfitta


Successivamente ci siamo spostati a Viepri, per visitare un'azienda che l'anno prossimo seminerà l'avena.




Poi abbiamo raggiunto la zona di Todi, per controllare una bel campo di ceci seminati da un'azienda che produce anche ottimo olio e vino.

vista panoramica del campo dei ceci (in basso)

impianto di ceci

olivo moraiolo

Infine siamo giunti nei pressi di Acquasparta, dove si trova una bellissima azienda immersa nei boschi delle colline, ai piedi delle montagne, ad un altezza di 500 m. Nel pomeriggio sono arrivate da nord nuvole cariche d'acqua che hanno prontamente riversato il loro prezioso carico su tutta la campagna, un solievo per le piccole piante di lenticchia, farro, lino e cicerchia.





spiga di farro, da notare il vero fiore della pianta che penzola fuori dalle spighette, siamo stati fortunati a catturare questa immagine perchè il fiore è visivile soltanto per pochi giorni


vista panoramica dell'apezzamento di lenticchie